Un artigiano non improvvisa mai. C'è un ordine che si rispetta: prima si misura, poi si sceglie, poi si lavora, poi si finisce. Salti un passaggio e si vede — subito o dopo un anno, ma si vede.
Con la comunicazione della propria azienda a volte succede il contrario. Si parte dal colore. Si sceglie il logo su una tavolozza. Si riempie il sito con quello che si ha in mano. Escono lavori buoni presentati male. È un peccato, ed è evitabile: bastano gli stessi principi del tuo mestiere.
Prima le misure, poi il materiale
Il muratore misura la stanza prima di ordinare le piastrelle. Il sarto prende le misure prima di tagliare la stoffa. Nella comunicazione le tue misure sono le persone che ti comprano: chi sono, cosa cercano, cosa gli fa dire di sì. Senza loro in testa, ogni scelta successiva è casuale.
Non serve una ricerca di mercato. Serve un pomeriggio a scrivere i clienti degli ultimi due anni: chi sono, come ti hanno trovato, perché hanno scelto te. Da lì escono le parole del sito. Quelle che i clienti riconoscono, non quelle che piacciono agli altri fornitori.
Le finiture per ultime
Un mobile si lucida dopo averlo assemblato. Un intonaco si dipinge quando è asciutto. Nel proprio marchio invece si parte quasi sempre dalla lucidatura: il logo bello, la foto ben fatta, l'animazione — ma se la struttura sotto è sbagliata, si nota di più.
Prima c'è una cosa meno divertente da decidere: cosa fai, per chi, come ti si compra. Se un cliente arriva sul tuo sito e non lo capisce in dieci secondi, il colore non risolve.
Prova pratica. Apri il tuo sito dal telefono di chi non sa cosa fai. Cronometra quanto ci mette a capire cosa vendi. Se sono più di cinque secondi, non è un problema di grafica.
Riconoscere il lavoro fatto male
Un buon artigiano lo vede a colpo d'occhio: una giuntura che non tiene, un materiale finto, una finitura tirata via. È l'occhio che si è formato guardando lavori buoni per anni.
Prova a farlo anche coi siti degli altri. Non guardare se sono belli. Guarda se sono onesti. Cosa fanno vedere per primo. Se il numero di telefono si trova subito. Se le foto sembrano vere o comprate. Se la pagina "chi siamo" racconta chi c'è dietro o solo cosa vende. Dieci minuti su cinque siti, e l'occhio si forma anche qui.
Poi torna sul tuo, con lo stesso metro con cui guardi un lavoro fatto male nel tuo mestiere.
Il metodo ce l'hai già
È lo stesso di quando lavori. Cambia il materiale — parole, immagini, pagine — non il modo. Guardare il proprio sito con l'occhio con cui guardi il proprio lavoro è già metà della cosa fatta.